Crocevia d’Europa

Crocevia d’Europa

Ieri sono arrivata a Sankt Vith, nelle Ardenne, in Belgio. Al bed and breakfast ho trovato un pieghevole che ne riassume la storia e illustra com’era questa città prima della distruzione della seconda guerra mondiale.

Mi sono resa conto di trovarmi su una faglia storica importantissima per la vicenda europea. Una regione strategica, contesa e passata di mano molte volte durante i decenni delle guerre europee, e poi rasa al suolo dai bombardamenti alleati.

Oggi il mio percorso passerà anche lungo la linea Sigfrido, la fortificazione che i tedeschi iniziarono durante la Prima Guerra Mondiale e poi completarono nel corso della Seconda. Anche vicino a casa mia ci sono i resti di una linea del fronte, la linea Gotica. Sono luoghi segnati da violenze e ferite, in alcuni casi ancora sanguinanti. Sono luoghi particolarmente vocati alla riflessione e alla aspirazione alla pace, alla costruzione di una memoria condivisa che sia fondamento di un futuro migliore.

Oggi arriverò a Maastricht, nel nono Paese toccato dal mio viaggio, l’Olanda. Vado a Maastricht per ricordare il Trattato che là fu firmato venticinque anni fa, nel 1992, che istituiva l’Unione Europea. Erano anni in cui si discuteva del salto di qualità da dare al progetto di integrazione europea, creare una vera unione politica. In parte questo salto fu effettuato, alcuni elementi di unione più forte presero forma, fu rafforzato il ruolo e l’identità del Parlamento europeo. In parte le divergenze tra vari Paesi continuarono a segnare il compromesso. l’Unione Europea è ancora collocata su una faglia in movimento, tensioni varie continuano a provocare scosse e smottamenti.

Su questa faglia storica io pedalo, in memoria del sangue versato nelle tante inutili stragi del nostro continente, in pro-memoria delle promesse fatte e degli impegni presi per dire mai più alla guerra, mai più il calpestare la vita, la dignità, la convivenza. Ma per fare questo non bastano le firme e gli accordi tra i governi, serve la partecipazione e la passione di tutti, una visione comune che orienti i passi dei singoli e delle comunità civili e politiche. Buon viaggio.

2 Comments

  1. dino zanasi ha detto:

    Buongiorno Lucia,e’ la prima volta che leggo “faglia storica”,mi piace molto,rende bene le criticita’ del secolo scorso,i suoi conflitti con milioni di morti in poco tempo.

  2. Riccardo Lucatti ha detto:

    Ciao Lucia … da faglia a fraglia il passo sarebbe breve. “Fraglia” un termine dannunziano sintesi di fratellanza e famiglia. Oggi viene usato (soltanto) per i circoli velici (ad esempio Fraglia Vela Riva) ma come sarebbe bello se venisse adottato per indicare il rapporto inter-europeo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *