Caro Marziano …

Caro Marziano …

Caro marziano, ti seguo nelle trasmissioni TV di Pif e mi sono detto: perché non gli scrivo anch’io una letterina? E allora eccola. Caro marziano, quando atterrerai su questa nostra terra, potrai vedere una sorta di piccoli dischi non volanti, una serie di due ruote accoppiate, una davanti all’altra, spinti da noi umani che facciamo girare i pedali: sono le biciclette. In particolare te ne segnalo una, quella spinta da una giovane terrestre. Si chiama Lucia e sta pedalandando da Roma a Bruxelles. Perché fa questo? Per celebrare i 60 anni dei Trattati di Roma, quelli che diedero vita al processo di integrazione europea. Cosa? Mi chiedi perché vogliamo integrarci? Semplice: perché è finito il tempo nel quale lo Stato nazionale era un valore. Infatti esso oggi è  un ostacolo ad un confronto mirato al reciproco miglioramento; una sorta di acropoli dell’autoreferenzialità; un volere mettere la testa sotto la sabbia per non vedere le difficoltà del nostro “tempo e spazio isolati”: insomma, un vero e proprio disvalore. Ma dirò di più: oggi questo disvalore è soprattutto la paura dell’Altro, del diverso sia che egli sia di pelle nera o di carnagione chiara, alto e con gli occhi azzurri. E invece la diversità, quella sì che è un valore! Nel senso … confrontiamoci e quando ci vediamo “diversi”, cogliamo, ognuno, ciò che di meglio c’è nell’Altro. Cosa? Mi segnali che ho usato in modo improprio la lettera maiuscola per scrivere “Altro”? Be’ … complimenti per la tua conoscenza della nostra lingua ma … no, non mi sono sbagliato, l’ho fatto a bella posta: l’Altro, ogni Altro, tutti gli Altri meritano attenzione, rispetto e “una risposta da noi”, come ci insegna Emmanuel Levinas, il filosofo del Volto (dell’Altro!). Che dici? Sarei troppo altruista? Eh no, caro marziano, hai toppato anche questa volta: in realtà io sono egoista, nel senso che innanzi tutto io stesso sono un Altro per milioni di Persone! E poi, come ci insegna un altro filosofo, tale Friedrich Nietzsche, l’amore per l’Altro inizia dall’amore per noi stessi: se non sappiamo fare il nostro stesso bene, come mai potremmo farlo per l’Altro? E viceversa, mi permetto di aggiungere io. Ti saluto, caro marziano e … comprati anche tu una bicicletta e targala USE, United States of Europe, o EUE, SUE, etc.. Mi va bene in ogni modo.

 

 

1 Comment

  1. dino zanasi ha detto:

    Bravo Riccardo Lucatti,bel racconto,io sto’ leggendo Enzo Bianchi,il rapporto con l’Altro/a segna la qualita’ della nostra vita,grazie Lucia and friends,dopo il Giro d’Italia ci voleva proprio un viaggio ad un ritmo piu’ sostenibile e che faccia riflettere sul difficile futuro della UE.

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