Lettera da Denis, volontario di El Ouali Bologna

Lettera da Denis, volontario di El Ouali Bologna

Sempre grazie a Silvia Manfredini ho conosciuto e incontrato Denis e Barbara, una coppia di volontari dell’associazione di volontariato El Ouali Bologna, “per la libertà per il Sahara Occidentale” costituita nel 2000 con l’obiettivo di promuovere ed organizzare iniziative di solidarietà a sostegno della popolazione Saharawi. Parlando delle loro attività ragionavamo del legame tra i valori europei e le ragioni che spingono loro e gli altri a attraversare il mare per condividere la loro solidarietà con un popolo a malapena conosciuto esule nel deserto. 
Personalmente credo che Denis e Barbara esprimano un valore cruciale per il futuro dell’Europa. Il tema di alcuni beni comuni per ecccellenza, che esistono solo in quanto sono “comuni”. La pace e la giustizia in primis, sono beni indivisibili. Non si può avere la pace a discapito della pace di qualcun altro. Non si può creare giustizia attraverso l’ingiustizia subita da qualcun altro. Se ai confini dell’Europa bruciano guerre, privazioni, ingiustizie, l’Europa non sarà mai un continente pacifico, giusto e prosperoso. Grazie quindi a Denis, Barbara e a tutti quelli che sentono e vivono l’umanità al di fuori della loro pelle, al di fuori del loro paese, al di là del mar Mediterraneo.

 

I Saharawi, letteralmente “gente del deserto”, sono il popolo originario del Sahara Occidentale, lo Stato precedentemente conosciuto come “Sahara Spagnolo” per via della colonizzazione spagnola. Situato geograficamente a sud del Marocco, il Sahara Occidentale vive uno stato di occupazione militare da parte del governo marocchino da quando, oltre quarant’anni fa, ne occupò  i territori. Da allora, i Saharawi vivono divisi tra i “territori occupati”, come vengono chiamati i territori occupati dal Marocco, e i “campi profughi” di Tindouf, in Algeria, dove migliaia di famiglie saharawi hanno trovato rifugio durante la guerra e dove ancora oggi continuano ad abitare in una condizione di perenne esilio.

L’associazione svolge principalmente attività per sostenere  le famiglie che vivono nei campi profughi organizzando, tra le altre, l’accoglienza estiva dei bambini. Ogni anno, in collaborazione con Enti ed altre associazioni e con la copertura sanitaria della Regione Emilia Romagna, ospitiamo un gruppo di 10/12 bambini con i loro accompagnatori saharawi. L’obiettivo è quello di offrire, per il breve periodo di soggiorno, condizioni di vita migliori dal punto di vista climatico (durante l’estate nel paese d’origine le temperature raggiungono valori estremi), alimentare e sanitario nonché sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sulla condizione sociale e politica del popolo saharawi. I Comuni dell’Unione di Terre d’Acqua, attraversati da Lucia in bicicletta, sostengono da anni l’accoglienza, in particolare il Comune di Sala Bolognese che metterà anche quest’anno a disposizione una struttura comunale dove poter ospitare tutti i bambini.

Il sostegno alla causa saharawi oltre che dalle Amministrazioni comunali, trova anche nella Regione Emilia Romagna un valido appoggio: nel marzo scorso una delegazione  regionale ha visitato i campi profughi e i territori saharawi “liberati” cioè non occupati dal Marocco; in quell’occasione è emersa la fiducia che i saharawi nutrono per l’Unione Europea, considerata “un simbolo di legalità e rispetto per i diritti umani”  riferendosi soprattutto alla sentenza della Corte europea di Strasburgo del Dicembre 2016 che ha escluso il Sahara occidentale dall’accordo di liberalizzazione reciproca per la pesca tra Unione europea e Marocco, riconoscendo così il suo status separato e distinto.

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