Come ridono i ciclisti

Come ridono i ciclisti

Qualche giorno fa ho visto in un video Eddy Merckx che si preparava a partecipare alla Granfondo di Verona che porta il suo nome. Stava regolando l’altezza del reggisella, e attorno a lui un paio di spettatori ridevano per la precisione al decimillimetro con cui compiva questa operazione. Questa risata mi ha ricordato quella degli amici di Martyn Ashton, un campione di mountain bike rimasto paralizzato dalla vita in giù per un incidente. Ecco il video

A me fa insieme ridere e piangere. Il suono di quella risata ha un sapore di amicizia, di incoscienza, di puro divertimento. Mi ricorda come ridono i ciclisti, in tanti modi e per tanti motivi.

Per scherno, per l’ultima volta che durante un giro ti sei bollito e sei rientrato devastato
Per stima, quando ci incrociamo che io scendo e tu sali e io so che fatica stai facendo
Per esaltazione, quando scendiamo a tutta velocità e ci inebriamo di adrenalina
Per comprensione, quando ti sei scapicollato a casa perchè avevi promesso di non fare tardi
Per condivisione di follia, quando piove o è notte e in giro in bici ci siamo solo noi
Per compiacimento di un componente bello o tecnico, per la soddifazione di aver raggiunto una vetta spettacolare, per il freddo invernale e il caldo estivo, per lo sfinimento che mi hai inflitto tirandomi in scia a folle velocità, per il racconto di quanto hai mangiato tornato da un giro. Per la maniacalità di strappare un’ora di bici a una giornata piena di impegni, per un’acrobazia azzardata, per quando hai forato la gomma, per quando hai “forato le gambe”, perchè porti la bici in casa, per dei nuovi calzini da bici fluo, per i tuoi figli che ti porti dietro allestiti da ciclisti di tutto punto.
Per follia ed esperienza, per fatica e divertimento, per sacrificio e godimento. Per questo e molto altro ridono i ciclisti

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