Il Sindaco Pescatore e suo fratello

Il Sindaco Pescatore e suo fratello

Quando Silvia, mia amica e collega da sempre impegnata per la legalità, mi ha fatto conoscere Dario Vassallo ho creduto che la legalità connessa alla tutela dell’ambiente fosse il tema principale a cui ispirarmi e da raccontare. Ma poi l’ho incontrato alla Casa per la Pace “la Filanda”, gestita dall’associazione Percorsi di Pace, e ho ascoltato il suo intervento. E mi sono ricreduta quando Dario ha parlato della “sindrome da distanza” che ci affligge tutti, inducendoci a ritenere che ciò che accade nel mondo, indipendentemente dalla reale distanza geografica, non ci riguarda. Lui stesso, diceva, fino al 5 settembre 2010 ha vissuto occupandosi dei fatti suoi. E poi una mattina si è svegliato che avevano ucciso suo fratello. Allora ha capito che tante cose nel mondo vanno male proprio a ragione del fatto che ognuno di noi ritiene che “non lo riguardano”. Io ho scelto di partire in bici per affermare che la sorte dell’Europa mi riguarda, riguarda il nostro futuro, perchè c’è in gioco la possibilità di vivere in un mondo libero, pacifico e inclusivo. Racconto qui del mio incontro con lui perchè è un grande esempio di impegno personale, di responsabilità nell’assumersi degli ideali e farli diventare realtà, e di questo lo ringrazio. 


Ciao Dario. Dimmi anzitutto qualche cosa su di te, sulla tua famiglia, su voi fratelli. Dove siete cresciuti, che esperienze avete fatto.

Noi siamo cresciuti in un paese sperduto che si chiama Acciaroli, nella provincia di Salerno, sperduto fino al 5 settembre 2010 quando Angelo è stato ucciso ed Acciaroli è balzato alle cronache nazionali e internazionali. È un bel posto, nonostante tutto, sul mare. Veniamo dall’ambiente dei pescatori, la nostra esperienza è legata al mare, alla vita che abbiamo imparato da nostro padre. La mia esistenza è stata segnata dal fatto che fino al quinto anno di Medicina ho fatto il pescatore, come tutti gli altri miei fratelli, siamo 6 fratelli, una femmina e 5 maschi. Con Angelo e gli altri abbiamo fatto tante belle esperienze in mare, solo che io le ho portate in Medicina e lui le ha portate nell’amministrazione. La vita del pescatore è una vita molto bella, un po’ sacrificata ma molto bella, libera. Come cerchiamo di essere oggi, liberi.

Anche nel libro di Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, si parla della vita del pescatore, di come faccia nascere un rapporto particolare con il mare.

Sì, un rapporto particolare con il mare e anche con i pescatori veri, di una volta, che di anno in anno sono sempre di meno e così questo rapporto con il mare cambia; da ragazzino ascoltavo storie bellissime su come pescare il tonno, il pesce spada, e oggi questa gioia non si conosce più. Oggi questo tipo di pesca non esiste più, oggi facendo il pescatore si sopravvive soltanto, mentre allora ci si manteneva, ci si lavorava. Era bello, era diverso.

Cosa ha plasmato il carattere e le scelte di vita di Angelo? Come è successo che ha scelto di impegnarsi verso la comunità con l’impegno da sindaco? Come ha portato in questo impegno i suoi valori di uomo, fratello, lavoratore?

Questa scelta è stata dettata dal fatto che il paese negli anni ‘80 aveva raggiunto il massimo degrado. Per fare il pescatore, andare per mare, occorre avere una coscienza e una certa sensibilità. Noi tutti oltre a fare i pescatori abbiamo anche studiato, Angelo ha fatto studi classici e aveva una cultura umanistica, ecologista, di rispetto. Quando vai per mare ci sono delle regole ben precise, che non sono scritte, sono dettate dal momento che ti trovi ad affrontare, e quindi anche quando Angelo ha fatto il sindaco è stato guidato da queste regole non scritte, e ha affrontato il suo mandato seguendo il criterio che il suo operato fosse a favore del territorio e delle persone.

In che modo i suoi mandati da sindaco hanno impattato sulla vita della sua città? Quali sono i risultati più belli e significativi?

I risultati più belli sono quelli di aver saputo cautelare il territorio e soprattutto di aver saputo costruire una comunità. Io dico sempre che un amministratore non si giudica sulla capacità di costruire un porto o una strada o un depuratore, ma soprattutto sulla capacità di costruire una comunità coesa. Lui ne era stato capace, e con la sua morte questa comunità si è sciolta come neve al sole. Anche perchè nei mandati di Angelo il paese che prima viveva abbastanza poveramente si è arricchito, e lui era capace di dare alla ricchezza anche un valore etico; con la sua uccisione questo valore etico non c’è più stato, si pensa solo ai soldi, ad accumularli, a sommarli, senza porsi la domanda di come si guadagnano.

A chi ha dato fastidio il suo lavoro? Cosa ha causato la sua morte? E che conseguenze ci sono state?

 La sua uccisione è stata causata dal suo modo di gestire un territorio in modo rivoluzionario. Quando c’era Angelo non c’erano gli ultimi, e la ricchezza di cui parlavo prima era distribuita equamente, in base alle possibilità e al lavoro di ciascuno. Angelo nei suoi 15 anni di mandato aveva rotto quei legami che legano la politica del sud a quei due o tre personaggi che nel bene o nel male gestiscono la vita di tante persone. Come vediamo tutti i giorni, le scelte politiche condizionano la vita delle persone. Per esempio, della scelta che aveva fatto Angelo di ristrutturare il porto, gli Acciarolesi traggono ancora vantaggio, perchè c’è la ricchezza, arriva il turismo, arrivano le barche, quelli che spendono i soldi. Però come dicevo prima adesso si pensa solo ai soldi e non più all’etica. Questo chiaramente è un passaggio che durerà ancora una ventina d’anni, ma poi la situazione tornerà come era prima, perchè se tu distruggi un modo di vivere questo poi ti si ritorce contro. La ricchezza di Acciaroli era stata costruita anche grazie al fatto che c’erano giovani che studiavano e si impegnavano per il territorio, e con l’uccisione di Angelo questi giovani sono andati via e il territorio si è impoverito. Quando i giovani vanno via dall’Italia si impoverisce il Paese intero, perchè non c’è più l’intelligenza per fare sì che quel territorio porti dei frutti; ma questo lo paghi dopo 20-25 anni, non subito.

Perchè avete deciso di creare la Fondazione? Di cosa si occupa? Che obiettivi ha?

La Fondazione è nata per ricordare la morte di Angelo, poi man mano che è andata avanti ha avuto sempre più impegni, poi io ho scritto il libro Il Sindaco Pescatore, poi dal libro è nata la fiction con Castellitto, e adesso c’è una piéce teatrale con Ettore Bassi che sta girando l’Italia. La Fondazione pian piano è diventata un punto di riferimento per tante persone, sia amministratori che non amministratori; per esempio la settimana scorsa sono andato a intitolare una scuola in provincia di Savona dove il sindaco è della Lega Nord, una persona che ha la foto di Angelo Vassallo sulla sua scrivania dall’inizio del suo mandato. Quindi noi abbiamo abbattuto gli steccati che dividono la politica per appartenenza; la politica non è per appartenenza, ma è in base a quello che tu riesci a fare, a dare per il territorio, quindi noi andiamo oltre gli stereotipi, per cercare di portare avanti il ragionamento di Angelo nel migliore modo possibile.

In che modo nella tua vita, e nell’attività della Fondazione, portate avanti i valori chiave dell’Europa?

Il progetto più importante che portiamo avanti è quello della pulizia dei fondali marini, che abbiamo iniziato nell’ottobre del 2010 mettendo insieme 6 pescherecci di Acciaroli che quando fanno la pesca a strascico con le loro reti, invece di ributtare a mare quello che raccolgono di plastica, alluminio, vetro, lo stivano e lo portano all’isola ecologica. Ogni peschereccio raccoglie 50 chili al giorno, 6 pescherecci fanno 300 chili, per 200 giorni lavorativi sono 60 mila chili. Di questa azione abbiamo fatto una proposta di legge a livello europeo con Pittella nel 2012, poi non è passata, allora l’abbiamo poi ripresentata in Italia con Pastorelli, che ho incontrato nei miei viaggi, che l’ha portata in Commissione Ambiente. Così è diventata legge dello Stato all’interno della Legge di Stabilità del 2015, anche se è sparito ogni riferimento alla Fondazione e ad Angelo Vassallo.
Per parlare di questo progetto sono stato anche convocato dall’ambasciata americana perchè piaceva al Segretario di Stato americano Kerry, così poi questa legge è stata presentata a Washington, scelta tra 24 progetti che arrivavano da tutto il mondo come la migliore legge per l’ecologia marina. Mio figlio è andato a presentarla alla Conferenza Mondiale sugli oceani, e nello stesso giorno hanno proiettato il film Il Sindaco Pescatore a Washington. Quindi come vedi la figura di Angelo ha superato gli oceani, mentre quando vado ad Acciaroli, in Cilento, non si può parlare di lui, allora io mi pongo la domanda da molto tempo sul perchè. Ho chiesto più volte, inutilmente, un’indagine politica sull’uccisione di mio fratello, perchè la storia di Angelo non è solo la sua storia, ma è la storia del Sud e di come in troppi posti ci siano persone che egoisticamente si arricchiscono e non condividono la ricchezza con gli altri.

2 Comments

  1. Gerardo 36 ha detto:

    È una verità che fa male e paura.Fa male a chi crede nella speranza e paura a chi gli rimorde la coscienza, per averlo combattuto e isolato.

  2. romeo ha detto:

    Buon viaggio

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