Le strade e la strada

Le strade e la strada

le strade e la strada

Sono settimane che con “il cartografo”, l’amico Gianguido del gruppo Ciclozenith, grande esperto di mappe e creatore inesausto di percorsi geniali, guardiamo e prepariamo le tracce del viaggio. Mi ripeto come una filastrocca i nomi delle tappe, riguardo nella mia mente la loro sequenza sulla mappa europea, nord – nordovest – nord – sud – est. Studiamo il chilometraggio, l’altimetria, le soste. Gianguido, perfezionista fino all’osso, continua a spostare la traccia un millimetro di qua o di là, per seguire un’isometria più favorevole, un miglior compromesso tra sicurezza e speditezza del tracciato. Le righe colorate sulla cartina saranno il mio aggancio vitale per tutto il viaggio, non solo per non perdermi ma anche per non sprecare tempo ed energia cercando la direzione, chiedendomi quanto manca alla vetta e alla prossima tappa. Saranno il filo d’Arianna che mi guiderà in territori sconosciuti, l’affidamento al piano che abbiamo calcolato per ridurre i rischi dell’ignoto.

Nonostante ciò, nonostante questo disegno accurato, so che la strada resta il luogo dell’inaspettato, la scelta dell’imprevedibile. La strada è più di un luogo materiale rappresentabile su una cartina. È un luogo mentale, un’attitudine. È il luogo dove si accetta, o si sceglie, di essere esposti e indifesi dalle mura di casa. La strada ha una sua mistica, di tradizione millenaria, la mistica del pellegrinaggio e del vagabondaggio. Entrambe queste esperienze incarnano la vita nella sua dimensione originaria, ridotta all’osso, alla matrice cammino/riposo. La strada esercita un richiamo, per chi lo sa ascoltare, all’esistenza come ricerca di senso, di incontri reali, di condivisione di esperienze. Al perdersi e trovarsi, all’essere soli sotto il cielo, al possedere niente scoprendosi ricchi di tempo, di vita, di nutrimento per i sensi, per la mente, per la pelle.

È questa dimensione invisibile della strada che la rende autenticamente strumento di connessioni. Perchè la sua metà visibile è segnata di confini, di definizioni, di restrizioni, di indicazioni ridondanti o insufficienti. Se ne accorge chi guida un mezzo a motore, di come la strada visibile si trasformi in una trappola o un labirinto. È solo per chi si mette in cammino a piedi o in bici che la strada rivela e regala il suo tesoro di libertà.

2 Comments

  1. Filippo ha detto:

    Mi pare che sia già un’impresa epica! Credo di aver capito anche perché hai chiesto di non volermi al seguito! Un moto emotivo mi percorre su è giù per il corpo. Ti seguirò come tu richiedi e ti Auguro che tu possa raggiungere tutti gli obiettivi che ti sei proposta.

  2. Riccardo Lucatti ha detto:

    Forza Lucia! FIAB Trento mi ha chiesto di rendermi disponibile per le tue eventuali esigenze, mia moglie ed io ti abbiamo incontrata, felici di averti conosciuto. L’idea, la sua organizzazione la sua realizzazione, il suo significato: brava, cento volte brava! Il tuo è un prezioso apporto al superamento dell’idea Stato nazionale che tante sciagure sta generando da secoli; all’abbattimento delle barriere innanzi tutto umane e dell’egoismo. Il tuo è un passo avanti nella conquista della Visione d’Insieme della convivenza civile, nel superamento del limite della percezione sensoriale del nostro piccolo orizzonte quotidiano fatto di “purchè non nel mio giardino”!

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